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Le telecamere e fototrappole sono strumenti utilizzati in vari ambiti, tra cui quello naturalistico e per la sorveglianza di edifici o aree di terreno.

Si tratta di dispositivi che rimangono montati per settimane e mesi senza richiedere nessun tipo di manutenzione assumendo una condizione di standby e attivandosi soltanto nel momento in cui un soggetto entra nel loro campo visivo.

L’impiego più comune di questi apparecchi è per l’avvistamento della fauna selvatica, spesso collegato a ricerche scientifiche di tipo naturalistico; tuttavia non è necessario essere uno studioso del genere per servirsi delle fototrappole che attualmente vengono utilizzate anche per la sicurezza domestica.

La presenza di una telecamera incorporata consente di produrre video dotati di un’ottima risoluzione poiché le prestazioni di apparecchiature del genere sono nettamente migliori rispetto a quelle delle fototrappole tradizionali.

Una volta raccolte le immagini e le riprese, lo strumento le archivia in memoria oppure le invia direttamente al device di riferimento, che di solito è uno smartphone o un notebook.

In questo modo l’operatore può visualizzare da remoto tutti i dati registrati e decidere se mantenerli oppure eliminarli, a seconda dei loro standard qualitativi.

Nella vasta gamma di prodotti disponibili sul mercato, si può fare riferimento a tre categorie fondamentali, che sono:

  • fototrappole flash trail, dotate di una lampadina a incandescenza e di un grilletto che viene attivato nel momento in cui l’operatore vuole mettere in funzione l’apparecchio. Senza attivare il grilletto la fototrappola funziona in modalità diurna, basandosi sull’attivazione del sensore di movimento e registrando immagini nell’area di fronte alla lente. In modalità notturna, scatta l’opzione del flash che, essendo un fascio luminoso, consente di ottenere una resa ottimale ma contemporaneamente spaventa la fauna selvatica. Pertanto simili modelli non sempre sono apprezzati dai consumatori, nonostante la qualità molto buona delle riprese;
  • fototrappole a infrarossi, che vengono considerate la naturale evoluzione delle precedenti, poiché sfruttano una tecnologia all’avanguardia basata sul funzionamento di led a bassa emissione. Grazie a questi dispositivi è possibile rilevare il calore emesso dagli oggetti in movimento, che innesca i sensori anche in assenza di luce. Il vantaggio di questo tipo di fotocamere è la capacità di funzionare senza allertare gli animali;
  • fototrappole wi-fi, che basano il loro funzionamento sulla presenza di una sim card collegata a una rete wi-fi. Simili fotocamere wireless sono particolarmente indicate per impieghi di sorveglianza ma non sempre per finalità naturalistiche, dato che in boschi e altri contesti isolati è piuttosto difficile collegarsi a una rete mobile.

telecamera fototrappola lcd da esterno

Le principali caratteristiche delle telecamere fototrappole sono le seguenti:

  • qualità dell’immagine, che costituisce senza dubbio uno dei requisiti più importanti dell’apparecchio e che dipende dal numero di megapixel (i puntini luminosi che formano le immagini). I valori standard della risoluzione sono compresi da 12 a 16 megapixel, mentre in alcuni modelli professionali si possono raggiungere fino a 20-25 megapixel. Per quanto riguarda i video, la loro risoluzione dipende dal numero di linee verticali che compongono l’immagine. Nella modalità “full HD” i valori standard corrispondono a 1080 pixel, che consentono anche di zoomare con facilità;
  • velocità di scatto, che condiziona notevolmente la resa finale delle foto, dato che maggiore è il suo valore, più nitida risulta l’immagine realizzata. Modelli di buon livello garantiscono una velocità di scatto compresa tra 0,2 e 0,5 secondi, considerata ideale per catturare immagini di persone o animali in movimento. Quasi tutti i prodotti attualmente disponibili sul mercato sono forniti della modalità “scatto a raffica”, in grado di occupare minore memoria rispetto a un video ma di offrire un’ampia documentazione;
  • visione notturna, che consente di realizzare foto e video anche in assenza completa di luce utilizzando led a bassa emissione di raggi infrarossi. Questa tecnologia consente di ottimizzare automaticamente l’interpolazione delle immagini, che a seconda della maggiore o minore luminosità, risultano più o meno nitide. Esiste un raggio massimo entro cui è possibile ottenere reperti di buona qualità, che è compreso tra 15 e 30 metri. Il dispositivo che emette i raggi infrarossi, che è disposto sulla parte anteriore della fotocamera, viene misurato in PIR (passive infra red). I modelli più sofisticati possiedono più di un rilevatore PIR;
  • angolo di visione, che si riferisce alla zona di territorio coperta dal campo visivo della fototrappola, e che di solito supera i 90 gradi. Quanto più ampio è l’angolo di visione, tanto migliore è il monitoraggio spaziale del dispositivo. Attualmente prodotti del genere non superano i 130 gradi;
  • autonomia, che rappresenta uno dei maggiori punti di forza di questi apparecchi poiché consente loro di rimanere in standby per molti mesi. Infatti l’attivazione delle fototrappole dipende dall’accensione provocata dai sensori di movimento. Nel momento in cui non c’è nulla da monitorare, l’apparecchio rimane in uno stato di bassissimo consumo, garantendo un’autonomia molto prolungata. L’alimentazione delle fotocamere sfrutta la presenza di pile alcaline AAA, in numero da quatto a otto, che possono essere sostituite da un alimentatore esterno, spesso realizzato con pannelli solari;
  • contenitore esterno, che ha lo scopo di proteggere la componentistica meccanica e l’apparato ottico per video e foto dall’attacco di agenti atmosferici avversi come pioggia, neve, umidità, polvere e vento. I migliori modelli sono operativi da -20 gradi fino a 75 gradi centigradi, grazie a un sistema di protezione certificato IP (international protection). Questa sigla viene seguita da due cifre, di cui la prima indica in grado di protezione verso agenti solidi (sabbia, polvere, corpi estranei), mentre la seconda si riferisce ad aggressioni liquide (gocce d’acqua, neve e nebbia);
  • memoria, che analogamente alle fotocamere o fototrappole digitali, richiede la disponibilità di uno spazio di archiviazione con dimensioni massime di 32 gigabyte. Tale memoria viene riempita più rapidamente quando il numero di file video è superiore rispetto a quello di file foto. Anche il numero di riprese notturne incide notevolmente sullo spazio di memoria disponibile.

Telecamera fototrappola: caratteristiche

Per realizzare video di buona qualità, caratterizzati da un’elevata definizione, da immagini nitide e senza aloni o macchie periferiche, la risoluzione ideale è compresa tra 720 pixel e 1100 pixel, classificata come HD.

La lunghezza del tempo di registrazione, che è compresa tra 3 e 100 secondi, incide notevolmente sulla resa finale poiché aumenta o diminuisce la velocità di ripresa.

La fotorappola a infrarossi invisibile Action Bear è dotata di una risoluzione di 32 megapixel video a 4k, che sfrutta la presenza di un doppio sensore fotografico in grado di rilevare movimenti sia di giorno che di notte.

Il led a bassa emissione (940 NP) garantisce non soltanto la realizzazione di immagini nitide e ben definite, ma anche cromaticamente attendibili, che non virano al rosa.

Prestazioni del genere dipendono dalla presenza di un innovativo sistema a doppia lente CMOS, di cui il primo entra in funzione durante il giorno e il secondo in assenza di luce.

In questo modo si evita il rischio di immagini tendenti al rosa, quando le batterie incominciano a scaricarsi: in tale situazioni infatti il filtro IR non scatta più e la macchina entra in standby.

Questo apparecchio dispone di un ampio angolo di visione (90 gradi), che permette di effettuare riprese su estese zone di territorio, anche in modalità notturna.

Il trigger time (tempo di scatto) è compreso tra 0,2 e 0,6 secondi, un intervallo ottimale per ottenere sia foto che video ad alta definizione.

Il prodotto è completamente impermeabile e dispone di un valore di protezione IP66, considerato uno dei più performanti e sicuri.

Grazie alla presenza di un display luminoso da 2,4 pollici e di un’adiacente pulsantiera retroilluminata, è possibile impostare con facilità tutte le funzioni del dispositivo, anche in condizioni di scarsa luminosità.

L’emissione di infrarossi invisibili non disturba la fauna selvatica e neppure le prede venatorie, per cui questa fototrappola consente di effettuare riprese notturne sia per scopi scientifici che per la caccia.

Le dimensioni di Action Bear fotocamera digitale sono particolarmente contenute (17x17x7,5 centimetri) e il suo peso è di soli 800 grammi, requisiti che facilitano moltissimo la sua collocazione outdoor.

Il metodo di alimentazione a batteria ha un voltaggio pari a 6 volt e garantisce una durata in standby di oltre otto mesi, una condizione particolarmente favorevole in quanto la manutenzione non è richiesta per lungo tempo.

Il contenitore esterno è rivestito di disegni camouflage finalizzati a mimetizzare completamente l’apparecchio, che è dotato di due aperture anteriori sovrastanti al display.

Inferiormente è posizionato l’attacco per il treppiede, utilizzabile per riprese dal basso, mentre sui fianchi si trovano gli agganci per le cinghie di sicurezza, tramite cui si può ancorare la fototrappola a supporti verticali ad un’altezza anche superiore ai 3 metri.

Essendo prodotta da un’azienda italiana, questa fototrappola professionale è fornita di un libretto di istruzioni in italiano, completato da un cavo USB, necessario per osservare i dati al computer.

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Telecamera fototrappola: come funziona

Una telecamera con fototrappola basa il suo funzionamento sui sensori di movimento che si attivano quando un soggetto si muove all’interno del suo campo visivo.

Simili sensori sono dotati anche di infrarossi a bassa emissione in grado di illuminare l’ambiente con modalità invisibile all’occhio umano e animale.

Dopo aver impostato l’apparecchio seguendo le istruzioni del libretto allegato (che nel caso di Action Bear è in lingua italiana), è necessario procedere ad attivare la modalità dei sensori di movimento, che richiedono l’aggiustamento di data, ora, sensibilità termica e opzione di archiviazione.

Queste apparecchiature entrano in funzione soltanto al momento del bisogno per ottimizzare la durata della batteria: l’attivazione del sensore di movimento si avvale anche di un generatore di radiazioni elettromagnetiche, capace di discriminare tra la visione diurna e notturna.

Un altro aspetto della gestione delle fototrappole è quello di funzionare come semplice macchina fotografica oppure come videocamera, mantenendo sempre il controllo sullo spazio di memoria disponibile.

I video e le foto vengono successivamente registrati in un scheda di memoria oppure inviati in tempo reale al dispositivo elettronico di riferimento.

Telecamera fototrappola: come piazzarla e nasconderla

Per piazzare e nascondere la telecamera della fototrappola in maniera adeguata bisogna sempre considerare diversi aspetti, importanti per il corretto funzionamento del macchinario, che sono:

Resistenza alle intemperie

Si tratta di una caratteristica che dovrebbero possedere tutti i modelli ma di cui è sempre meglio sincerarsi prima di effettuare il posizionamento (o, ancora meglio, l’acquisto del prodotto).

Tale requisito non può essere sottovalutato in quanto determina l’utilizzo dell’apparecchio.

Se esso è in grado di sopportare vento, pioggia, neve, umidità e temperature estreme, sia calde che fredde, significa che può lavorare in qualsiasi habitat naturale e in qualsiasi stagione dell’anno.

Viceversa, se il macchinario non è in grado di adattarsi agli agenti climatici, dovrà necessariamente essere posizionato in un territorio riparato e non potrà funzionare in tutti i periodi dell’anno, elementi decisamente limitanti nell’uso.

Colori mimetici

Dovrebbero essere progettati dall’azienda produttrice in maniera sempre più graficamente aggiornata per garantire il massimo mimetismo nell’ambiente naturale.

È consigliabile, prima di collocare la fotocamera, considerare la sua tonalità cromatica e la sua fantasia (se a tinta unita o se richiama i motivi delle tute militari).
 

Ad esempio, nel caso di una telecamera fototrappola di colore marrone uniforme, la scelta migliore sarà rappresentata dalla corteccia di un albero (tronco o ramo), mentre nel caso di una mimetica, si potrà confondere anche in prossimità di arbusti o sterpaglia disomogenea.

telecamera fototrappola recensioni

Abitudini della fauna

Un requisito che spesso non viene considerato ma che invece dovrebbe essere il primo a essere valutato. Qualsiasi valutazione sulle performance della fototrappola infatti, dovranno comunque adeguarsi in primo luogo alla presenza o meno di soggetti da immortalare, altrimenti viene meno l’utilità stessa del dispositivo. 

È possibile infatti identificare una location perfetta per posizionare la fototrappola, in termini di illuminazione, di agenti climatici, di facilità di raggiungimento, di bellezza del paesaggio, che però si traduce in assenza di riprese. 

Se gli animali non frequentano una determinata area geografica, è molto probabile che la riconoscano come pericolosa, magari a causa di determinate tracce olfattive di cui l’essere umano non verrà mai a conoscenza. 

Tali animali quindi non torneranno mai in una zona giudicata come “da evitare” e quindi la fototrappola non lavorerà mai, nonostante il piazzamento che sembrava perfetto.

Scopo delle riprese

Dato che non tutti gli utilizzatori decidono di usare la fototrappola con gli stessi obiettivi, sarà anche differente il suo posizionamento. 

Se lo scopo dell’operatore è quello di osservare la vita quotidiana degli uccelli, dovrà optare per location più alte, eventualmente raggiungibili con l’ausilio di una scala, e servirsi dei rami più sopraelevati. 

Non bisogna dimenticare inoltre la funzione di videosorveglianza della fototrappola, sempre più diffusa tra gli utenti della telecamera fototrappola. 

In questi casi viene meno la sopracitata esigenza di resistenza nei confronti delle intemperie in quanto è più facile trovare una location riparata (sotto a una tettoia, sotto a un cornicione, nell’incavo di un infisso di una finestra, eccetera), mentre diventa fondamentale la possibilità di mascherarla il meglio possibile. 

I malintenzionati infatti, a contrario della fauna selvatica, hanno il preciso obiettivo di cercare e identificare eventuali sistemi di videosorveglianza e quindi sarà molto più difficile nasconderli, in quanto non saranno più sufficienti foglie e rami come nel caso degli animali. 

Inoltre, in tale condizione deve essere valutata anche l’azione di eventuali sistemi di illuminazione artificiale come lampioni o luci notturne, che potrebbero smascherare la fototrappola.

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