Action Bear

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Fototrappola Notturna: Scopri l’Unica Veramente Invisibile

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Nessuna luce o bagliore emessa

Una fototrappola notturna deve necessariamente essere in grado di catturare foto e video dell’ambiente di pertinenza, ma senza emettere bagliori luminosi che potrebbero disturbare gli animali oppure, in caso d’impieghi per video-sorveglianza, allertare i malintenzionati.

Per raggiungere un simile obiettivo le più aggiornate tecnologie si sono orientate verso l’uso di LED a infrarossi a bassa frequenza, dispositivi che consentono di ottenere un’ottima resa, pur rimanendo inavvertibili.

Lo scopo principale è infatti quello di non utilizzare il flash, dato che la presenza di una emissione luminosa costituisce un elemento di disturbo molto significativo che, praticamente, renderebbe inutile il funzionamento dell’apparecchio.

I LED a bassa emissione, invece, sfruttano le prestazioni dei raggi infrarossi, responsabili di realizzare immagini nitide, ben definite, senza aloni né macchie, anche in completa assenza di luce.

Le schede tecniche di accompagnamento di fototrappole del genere indicano il numero di LED operativi e il valore numerico della lunghezza d’onda, espresso in nanometri (NM).

Per avere una buona visione notturna è consigliabile puntare su dispositivi con lunghezza d’onda compresa tra 850 nanometri e 940 nanometri, valori che creano una luce invisibile all’occhio umano e animale, ma che assicurano un’ottima visibilità anche nel buio più assoluto.

Di conseguenza le fototrappole notturne di questo tipo non vengono intercettate durante l’esecuzione di foto o video, rimanendo funzionanti per settimane senza necessità di alcuna manutenzione.

Il raggio d’azione di simili strumenti è compreso entro i 20 metri, anche se alcuni modelli particolarmente perfezionati riescono ad arrivare anche i 30 metri.

L’esecuzione di riprese notturne, che prevede l’attivazione dei sistemi a LED, consuma una maggiore quantità di energia, dato che oltre ai sensori di movimento si attiva anche l’apparato illuminante.

migliore fototrappola notturna

Tuttavia l’autonomia delle batterie rimane buona, in quanto i periodi di stand-by permettono alla fototrappola di ottimizzare l’alimentazione.

Gli standard operativi di prodotti del genere sono compresi tra 4 e 8 mesi, valori che vengono condizionati sia dalla frequenza d’attivazione che dal numero di riprese notturne.

È preferibile optare per modelli forniti di 8 pile alcaline di tipo AAA per avere la certezza che l’apparecchio si mantenga attivo per lungo tempo, anche in modalità notturna.

Alcune tipologie prevedono l’aggiunta opzionale di un piccolo pannello solare esterno che entra in funzione quando la carica delle pile sta esaurendosi e quindi le riprese potrebbero risultare sfuocate.

L’autonomia di una fototrappola notturna deve essere compensata da un ampio spazio di archiviazione dei dati, che di solito fa riferimento a una scheda micro-SD, SD oppure SDHC, di dimensioni massime pari a 32 GB.

Bisogna tenere conto che lo spazio di archiviazione tende ad esaurirsi prima quando le riprese notturne sono numerose oppure se i video prevalgono sulle foto.

Di solito nella funzionalità al buio è preferibile privilegiare gli scatti rispetto alle riprese in movimento, impostando la funzione “time lapse” che prevede una serie di scatti ravvicinati, ideale per non occupare troppo spazio, pur garantendo ottimi risultati.

Per controllare la resa delle immagini realizzate, l’operatore può scegliere tra due possibilità: da un lato visionare direttamente sul proprio device di riferimento i dati inviati dalla fototrappola e d’altro lato utilizzare il display (da 2 oppure da 3 pollici) presente sull’apparecchio.

Migliore fototrappola notturna

La migliore fototrappola notturna, come ad esempio la Action Bear, dovrebbe possedere determinate caratteristiche, che devono sempre essere prese in considerazione quando ci si appresa a effettuare un acquisto di un simile prodotto.

Tale dispositivo esternamente si presenta con un motivo solitamente mimetico, appositamente progettato per mimetizzarsi il più possibile con i colori del bosco e risultare così invisibile (o quasi).

Inoltre devono sempre essere presenti due sensori: il sensore diurno, dalla risoluzione in genere intorno agli 8 megapixel, e il sensore notturno, dalla risoluzione in genere di 2 megapixel.

Grazie a questo importante requisito, la fototrappola non necessita di essere dotata di alcun filtro a infrarossi, che potrebbe generare un segnale audio nel momento della sua attivazione, disturbando e spaventando la fauna selvatica.

Un altro inconveniente che viene eliminato in questo modo è rappresentato dal fatto che, quando le batterie si esauriscono, il filtro potrebbe rimanere sul sensore anche durante il giorno.

Di conseguenza, le riprese diurne assumerebbero una sgradevole colorazione rosa/viola, completamente sfalsata rispetto a quella reale, che, tra l’altro, renderebbe qualsiasi immagine inutilizzabile.

I video registrati dalla fototrappola Action Bear hanno una risoluzione orizzontale corrispondente a 4k, ovvero intorno ai 4000 pixel, mentre le foto raggiungono i 32 megapixel.

Ovviamente l’utilizzatore ha la facoltà di decidere a quali impostazioni dovrà lavorare la fototrappola, quindi solitamente è consigliabile optare per una risoluzione base per le foto, quindi intorno agli 8 megapixel, e un “full hd” per i video.

Questo accorgimento è giustificato dal fatto che l’apparecchio, per immortalare lo scenario al massimo delle sue potenzialità, deve intraprendere un processo di interpolazione, che non è conveniente in un contesto di utilizzo standard.

Nella fototrappola Action Bear, lateralmente ai due sensori di immagini si trovano i LED, che sono elementi indispensabili per illuminare gli ambienti notturni: essi hanno una lunghezza d’onda corrispondente a 940 nanometri.

Tale fondamentale requisito è in grado di soddisfare l’esigenza di essere invisibile sia all’occhio animale che a quella umano, ecco perché è importante che l’onda elettromagnetica generata non rientri nello spettro del visibile, che va da 390 nanometri a 700 nanometri.

Inferiormente ai LED è collocato il sensore a infrarossi passivi, chiamato anche “pira”, un particolare rilevatore di temperatura che ha la funzione di segnalare la differenza termica dell’aria in assenza e in presenza di animali o persone.

L’angolo di azione del sensore pira si aggira intorno ai 90 gradi, e la velocità con cui è in grado di mettere in azione la fototrappola è di mezzo secondo per le foto e di un secondo per i video, un intervallo di tempo considerato molto veloce.

Sul lato inferiore della migliore fototrappola notturna, dovrebbe sempre essere presente un foro delle dimensioni di un quarto di pollice, che consente di posizionare l’apparecchio su un treppiede o su altri accessori fotografici di vario tipo.

Esiste anche un altro foro, sempre collocato in basso, che è rappresentato dall’entrata per l’alimentazione: qualsiasi fototrappola deve potersi ricaricare mediante una batteria esterna o anche mediante pannelli solari.

Per orientarsi nell’acquisto di una fototrappola notturna, è opportuno documentarsi al meglio circa le caratteristiche esterne, sopra esposte, ma anche sulla fabbricazione della porzione interna del dispositivo.

L’apertura della fototrappola Action Bear avviene mediante una leva singola, posta lateralmente: la presenza di un unico elemento di questo tipo costituisce un vantaggio da non sottovalutare.

Infatti, non pochi modelli presentano una doppia leva con cui si può dischiudere il macchinario, intralciando notevolmente le operazioni di apertura e chiusura che invece dovrebbero avvenire nel più breve tempo possibile, soprattutto in condizioni climatiche sfavorevoli (pioggia, vento, freddo, eccetera).

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Sul versante interno di sinistra è alloggiato il display a colori, dal valore di 2,4 pollici, sotto al quale si trovano le frecce direzionali associate ai tasti che permettono di navigare nel menù della fototrappola per settare le diverse impostazioni.

Questi tasti, nella fototrappola Action Bear, non si presentano affatto duri né difficoltosi da schiacciare, e inoltre non producono alcun rumore quando vengono premuti: tale caratteristica non deve essere sottovalutata in considerazione del fatto che durante l’utilizzo ci si trova in un contesto outdoor, ricco di fauna selvatica che potrebbe spaventarsi e decidere di non popolare più quella determinata zona del bosco.

Inoltre i tasti risultano morbidi, confortevoli da utilizzare (non bisogna dimenticare che spesso le dita sono congelate dalle basse temperature e pertanto non sono in grado di esercitare una particolare pressione), e retroilluminati (proprietà assai utile in tutte le condizioni di scarsa illuminazione).

Inferiormente ai tasti è collocato anche l’alloggiamento della scheda di memoria SD: la migliore fototrappola notturna dovrebbe supportare schede dalle dimensioni che raggiungono i 512 gigabite, peculiarità vantaggiosa per chi non ha la possibilità di recarsi spesso presso l’apparecchio, lasciandolo magari per diverse settimane o mesi in sede.

Di fianco alla scheda SD è reperibile un connettore mini-USB, che consente di collegare lo strumento a un qualsiasi device come computer o tablet, per scaricare agevolmente le immagini e i video.

Lateralmente al connettore si trova l’interruttore generale che prevede l’assunzione di tre modalità:

  • la modalità “off”, sulla sinistra, che corrisponde allo spegnimento della fototrappola;
  • la modalità “test”, che consente di modificare qualsiasi impostazione attraverso il menù della fototrappola, e si trova in posizione intermedia;
  • la modalità “on”, sulla destra, che non appena installata fa partire un conto alla rovescia della durata di quindici secondi, terminato il quale la fototrappola incomincia effettivamente a funzionare.

Sul versante destro della fototrappola Action Bear si trova l’allestimento per le batterie, dato che essa si alimenta con quattro oppure otto pile che le consentono una durata in standby, cioè senza girare video o scattare foto, fino a otto mesi, un valore certamente degno di nota, che la differenzia da altri modelli più basic.

Nel caso dell’utilizzo continuativo, invece, l’autonomia complessiva si aggira intorno ai due mesi, una tempistica esclusivamente teorica che quindi non corrisponde alla realtà, in quanto è altamente improbabile che gli animali selvatici stazionino sempre nello stesso posto.

Un’altra caratteristica da considerare è quella della resistenza alle temperature estreme, sia calde che fredde, infatti, maggiore è tale robustezza, più ampio è lo spettro di possibili contesti in cui è possibile utilizzarla, dalle più alte vette di montagna in inverno fino alle pianure più torride in estate.

Anche l’idrorepellenza è un fattore imprescindibile, in quanto tale dispositivo non sarà mai riparato al 100% dalle intemperie, anzi, nella maggior parte dei casi, il suo posizionamento più adeguato richiede una totale esposizione agli agenti climatici, come nel caso dei tronchi degli alberi o dei pali della luce.

Per favorire la sua migliore collocazione nell’ambiente, la fototrappola Action Bear viene venduta dotata degli accessori indispensabili, che sono la cinghia e il supporto a vite, sempre presenti all’interno della confezione.

Anche il libretto di istruzioni non deve mancare mai e dovrebbe essere stampato in caratteri non troppo piccoli: spesso l’utilizzatore infatti si trova nella condizione di dover risolvere problemi imprevisti e non dovrebbe incontrare un’eccessiva difficoltà nella consultazione delle informazioni, magari sotto a un temporale o durante la notte.

Una qualità da verificare sempre prima di comprare una fototrappola notturna è quella della disponibilità delle istruzioni in lingua italiana (o nella lingua desiderata), dato che non tutti i modelli offrono un adeguato range di idiomi.

La fototrappola Action Bear è collegata inoltre a un obiettivo di impegno e di rispetto nei confronti dell’ambiente, infatti la sua scatola di vendita è realizzata interamente in carta ecologica riciclata.

Fototrappola: distanza ideale notturna per foto

Per funzionare bene, le fototrappole notturne devono tenere conto del fatto che, in assenza di luce, il campo visivo di restringe notevolmente e potrebbe provocare inconvenienti nelle riprese.

Tenendo conto che i LED a infrarossi illuminano (in maniera invisibile all’occhio umano e animale) un’area più ristretta rispetto alle medesime condizioni in presenza di luce, la distanza ideale per sistemare l’apparecchio è di circa 25 metri, con possibilità di arrivare anche fino a 30 metri.

Questo valore presuppone condizioni climatiche piuttosto buone, con assenza di nebbia, di nevicate in corso e di vento.

Di notte, soprattutto in contesti ambientali d’alta quota (montagne e colline), oppure in zone particolarmente ventose (pascoli), la fotocamera va incontro a variazioni termiche molto consistenti, che potrebbero alterare il suo funzionamento.

I modelli delle migliori fototrappole notturne, come Action Bear, sono dotati di un rivestimento completamente sigillante, che garantisce una perfetta protezione dell’apparato ottico.

Di solito è preferibile limitare un poco la distanza degli oggetti da riprendere per ottenere una resa migliore e soprattutto nitida, condizione che in assenza di luce potrebbe non verificarsi.

Un buon compromesso tra distanza di collocamento della fototrappola e standard qualitativi è di 20 metri, un valore con cui si ha la certezza di non sfalsare le immagini né le riprese.

Tuttavia per impieghi professionali sono disponibili modelli di apparecchi che consentono di posizionarla ad una distanza anche di 30 metri.

La scelta dipende dalle reali esigenze di utilizzo.

Fototrappola notturna: come piazzarla e nasconderla

Piazzare correttamente una fototrappola notturna costituisce senza dubbio lo step più delicato da affrontare, in quanto bisogna tenere conto di numerosi parametri.

Innanzi tutto, in assenza di luce, l’obiettivo deve poter sfruttare al massimo il suo campo visivo, per cui è indispensabile liberare da foglie o altri ostacoli la traiettoria delle riprese.

Tuttavia l’apparecchio risulta visibile anche di giorno e pertanto la sua mimetizzazione deve essere di ottimo livello.

Per raggiungere tali obiettivi è quindi opportuno utilizzare dispositivi opportunamente camuffati con disegni camouflage, che si nascondono bene tra rami e vegetazione anche se il fogliame è scarso.

Si può fare riferimento anche a cavità di tronchi o di rocce, dove comunque sia possibile inserire l’apparecchio con sicurezza, ancorandolo mediante le cinghie di fissaggio.

I pali della luce rimangono sempre sostegni adeguati, ma bisogna avere l’accortezza di non scegliere quelli troppo isolati, su cui la fototrappola sarebbe ben visibile: meglio optare per sostegni inseriti in un contesto vegetale.

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