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Infrarossi invisibili a 940NM.

Contrariamente a quanto potrebbe far pensare la sua denominazione, una fototrappola non è uno strumento per catturare gli animali, ma al contrario è un dispositivo progettato per offrire la più assoluta libertà nel loro habitat.

Lo scopo di tali apparecchi è infatti quello di osservare il comportamento della fauna selvatica, di quella venatoria e degli uccelli, senza interferire minimamente con le abitudini di vita.

Il fototrappolaggio serve per realizzare foto o riprese video riguardanti soprattutto gli spostamenti migratori degli animali, il loro stato di benessere e la colonizzazione di terreni che magari non sono adatti per accoglierli.

Un ulteriore impiego delle fototrappole è anche di sorvegliare zone incustodite, per prevenire furti oppure manomissioni da parte di malintenzionati, oltre che per monitorare lo scarico illecito dei rifiuti.

Simili apparecchiature si caratterizzano per numerose funzioni estremamente vantaggiose, tra cui:

  • sono perfettamente mimetizzabili nel contesto d’inserimento;
  • rimangono funzionanti per molti mesi;
  • sono dotate di un’ottima autonomia;
  • sfruttano innovative tecnologie digitali;
  • i sensori di movimento permettono di funzionare soltanto al bisogno;
  • la resa di immagini e video è ottimale;
  • sono in grado di inviare, in tempo reale, i dati realizzati a un device di riferimento;
  • dispongono di un’ampia memoria;
  • funzionano di notte grazie a LED infrarossi a bassa emissione.

Indipendentemente dal tipo di utilizzo a cui sono destinati, questi dispositivi devono essere invisibili, in quanto le loro riprese non devono allertare animali o persone che si trovano nel campo visivo.

I principali impieghi delle fototrappole, che sono naturalistici, scientifici o di sorveglianza, presuppongono riprese anche di notte, quando, servendosi di fotocamere tradizionali, la mancanza di luce sarebbe risolta con l’uso di un flash.

L’innovativo funzionamento di questi strumenti non richiede il flash, ma bensì un particolare sistema di LED a infrarossi con bassa emissione, che sono in grado di illuminare adeguatamente lo scenario, ma senza emettere nessun fascio di luce.

I requisiti quantitativi e qualitativi dei LED IR costituiscono la principale caratteristica discriminante da valutare prima di un acquisto, dato che le prestazioni notturne di una fototrappola sono essenziali per la sua reale utilità.

Bisogna tenere presente che la maggior parte degli esemplari selvatici vive di notte, andando alla ricerca del cibo oppure esplorando nuove zone dove stabilire la propria tana (soprattutto durante l’accoppiamento).

In particolare, animali elusivi e solitari come i lupi e i gatti selvatici, sono visibili preferibilmente in assenza di luce e proprio per questo l’opzione della visione notturna viene considerata basilare.

Anche nel settore della sorveglianza, la maggioranza dei tentativi di furto si svolge al calare del buio, quando la ridotta visibilità contribuisce a rendere più agevoli i movimenti.

Pertanto un buon numero di LED è senza dubbio molto importante per l’utilità delle fototrappole notturne, che dovrebbero poter disporre di almeno 35-40 LED.

Oltre ai parametri quantitativi, è indispensabile valutare quelli qualitativi, che dipendono dalle modalità con cui la radiazione infrarossa (IR) si propaga nell’aria.

Simili radiazioni elettromagnetiche sono dotate di una banda di frequenza inferiore a quella della luce visibile, ma superiore di quella delle onde radio, assestandosi su un intervallo compreso tra 700 nm e 1 mm.

La lunghezza d’onda tipica della maggior parte delle fototrappole notturne è di 850 nm, un valore che produce un debolissimo bagliore rosso, praticamente invisibile agli occhi umani e animali.

fototrappola infrarossi invisibili impermeabile

I modelli dotati di LED a lunghezza d’onda di 940 nm sono più performanti, dato che in questi casi il bagliore è completamente invisibile, perché la sorgente luminosa non produce nessun bagliore.

In particolare la fototrappola a Infrarossi Invisibili Action Bear, ha appunto una lunghezza d’onda di 940 nm, considerata uno dei suoi principali punti di forza.

Questo apparecchio, che ha dimensioni molto contenute (14 X 11 X 7,5 centimetri) e che pesa soltanto 800 grammi, può essere piazzato facilmente in qualsiasi contesto naturale anche grazie al suo design compatto e alla presenza di sagome camouflage che ricoprono tutta la scatola esterna.

Strutturalmente questo strumento è formato da:

  • corpo macchina interno;
  • sensore a infrarossi invisibili;
  • sensori di movimento;
  • doppio sistema CMOS di lenti;
  • contenitore esterno sigillato e idro-repellente con fattore di protezione IP66;
  • display da 2,4 pollici;
  • attacchi laterali per l’inserimento delle cinghie;
  • supporto inferiore per treppiede;
  • schermo retroilluminato;
  • trigger time compreso tra 0,2 e 0,6 secondi;
  • menù e libretto di istruzioni in italiano.

Tra i punti di forza di Action Bear vi è il sistema CMOS a doppia lente, delle quali una è deputata alle riprese diurne e l’altra a quelle notturne: in questo modo sia le immagini fisse che le riprese video sono nettamente più nitide e con tonalità cromatiche rispettose della realtà.

Tra l’altro, grazie a un simile supporto ottico, viene eliminato il rischio di colorazioni rosate, una condizione che si verifica comunemente quando le batterie si stanno scaricando.

Il sensore a infrarossi invisibili da 940 mn permette all’apparecchio di scattare foto e di girare video anche nel buio più assoluto, mantenendo una funzionalità di alto livello che si traduce nella produzione di immagini realistiche e attendibili (una prestazione fondamentale per impieghi di video-sorveglianza).

Il trigger time ultra veloce garantisce una raffica di scatti estremamente performante, dato che consente di riprendere anche animali che stanno correndo, eliminando il rischio di sfocature, aloni e macchie.

Tenendo conto che un apparecchio del genere rimane esposto agli insulti climatici per molti mesi, è indispensabile che la sua protezione sia ottimale: in effetti Action Bear Fototrappola si distingue per un fattore di protezione tra i migliori (IP66), in grado di garantire la massima impermeabilità.

Sfruttando un’alimentazione a batteria con pile alcaline AA (da 4 a 8), l’autonomia del prodotto viene valutato tra i migliori, in quanto garantisce un funzionamento in stand-by fino a 8 mesi, un lasso di tempo che può variare in rapporto al numero di scatti e di riprese effettuate.

I videro, che possono essere girati anche in 4K, si caratterizzano per un’eccellente risoluzione, derivante dalla modalità in Full HD che assicura la produzione di filmati ben definiti e con colori non sfalsati.

Robusta, versatile, leggera e resistente a qualsiasi condizione atmosferica, questa fototrappola supporta schede SD fino a 512 GB che, una volta installate, rimangono funzionanti per mesi senza richiedere nessuna manutenzione né controllo.

Grazie alla presenza di sagome mimetiche che ricoprono interamente il contenitore esterno, l’apparecchio può essere piazzato in qualsiasi contesto naturale mantenendosi invisibile e senza emettere nessun rumore.

Il suo angolo di visione di 90 gradi offre l’opportunità di monitorare ampi spazi sottostanti, soprattutto posizionando lo strumento ad altezza adeguata (tra 2 e 3 metri).

Il suo settaggio è semplice e intuitivo, e può essere impostato sfruttando i tasti morbidi e retroilluminati che si trovano superiormente al display.

Fototrappola a infrarossi invisibili: come funziona

Il funzionamento della fototrappola a infrarossi invisibili è analogo a quello dei modelli per riprese diurne, con in più l’opzione di svolgere le sue prestazioni anche in assenza di luce.

Una volta piazzata sul supporto di riferimento, essa deve essere settata impostando tutte le specifiche riportate nel libretto di istruzione, procedendo nel modo seguente:

  • aprire lo sportellino (se presente);
  • impostare data e ora;
  • controllare l’angolo visivo;
  • controllare che l’obiettivo non rimanga nascosto da eccessiva vegetazione;
  • attivare il trigger time (di solito su 0,2 secondi);
  • attivare l’opzione foto/video (che è la più conveniente);
  • controllare i sensori di movimento;
  • controllare e impostare il sistema LED invisibile;
  • assicurarsi che le cinghie siano fissate;
  • controllare l’attivazione della scheda SD di memoria;
  • impostare il sistema di notifiche verso il device di riferimento.

L’operazione preventiva, che deve essere effettuata necessariamente prima di qualsiasi altra impostazione, è la carica con le batterie alcaline AAA a lunga durata, che di solito sono comprese tra 4 e 8 a seconda dei modelli.

Successivamente bisogna introdurre la SD Card nell’apposito alloggiamento, controllando che sia formattata oppure formattandola all’istante, dato che senza questa operazione il dispositivo non parte.

L’interruttore principale può essere posizionato su 3 differenti modalità:

  • OFF, in cui la macchina è spenta;
  • ON, in cui la macchina è accesa;
  • TEST, in cui è possibile controllare e/o modificare le funzioni.

fototrappole per videosorveglianza agli infrarossi invisibili nel buio

Aiutandosi con lo schermo LCD integrato e con i pulsanti ad esso collegati è quindi possibile visualizzare se il settaggio è andato a buon fine, un’operazione indispensabile prima di allontanarsi lasciando la fototrappola incustodita per mesi.

È consigliabile impostare sempre le massime dimensioni sia per le foto che per i video, per poter disporre della migliore risoluzione.

La lunghezza dei filmati non dovrebbe essere troppo lunga sia per evitare un eccessivo consumo sia per diversificare al massimo le riprese: un buon valore si aggira intorno a 30 secondi.

La sensibilità del sensore PIR può essere bassa, media oppure alta: la scelta dipende dal tipo di impiego dell’apparecchio che, se viene utilizzato soprattutto di notte, dovrebbe essere impostato sulla sensibilità alta.

Una simile condizione, che rende infatti la fototrappola più sensibile agli infrarossi, è praticamente indispensabile in estate, quando le temperature elevate potrebbero alterare la resa finale.

Una bassa esposizione, che rende l’apparecchio meno sensibile al calore, è raccomandata in inverno.

Chi non ha la possibilità di modificare tali parametri (se la fototrappola rimane montata per molti mesi senza nessun intervento) dovrebbe impostare una sensibilità media, che è senza dubbio il migliore compromesso.

I modelli che sono dotati anche dell’opzione audio richiedono un’impostazione ulteriore, relativa appunto alla registrazione di suoni.

Un’altra possibilità è quella del Time Lapse, una funzione che permette di registrare in un preciso intervallo di tempo, anche se il sensore PIR non è stato attivato.

Non sempre è utile impostare il Time Lapse, che viene valutata un optional che potrebbe consumare un notevole quantitativo di energia, accorciando la durata dell’autonomia.

Tuttavia in alcune circostanze, come ad esempio nell’osservazione di animali a sangue freddo (serpenti, iguane), questa scelta può rivelarsi risolutiva.

Fototrappola per videosorveglianza agli infrarossi invisibili nel buio

La videosorveglianza può essere effettuata sia con normali videocamere che con fototrappole; questi ultimi apparecchi hanno il vantaggio di non emettere nessun fascio di luce durante le riprese notturne.

Un simile requisito è molto vantaggioso perché non condiziona il comportamento del malintenzionato, la cui attività può essere quindi ripresa in maniera attendibile.

Inoltre dispositivi del genere riescono a realizzare riprese di ottimo livello, con una elevata risoluzione e con fotogrammi nitidi e privi di sfocature.

La possibilità di mimetizzarsi completamente con qualsiasi contesto (naturale oppure urbano) rende le fototrappole la scelta ideale per chi è intenzionato a video sorvegliare la sua proprietà.

Un particolare utilizzo di simili strumenti è finalizzato al monitoraggio delle discariche abusive, dove vengono scaricati illecitamente i rifiuti.

In situazioni del genere di solito la zone prescelte sono isolate e fuori dai normali controlli, per cui i malintenzionati possono accedere agevolmente alle aree proibite, per sbarazzarsi facilmente del materiale di scarto.

Tenendo conto che simili attività illegali avvengono quasi sempre di notte, l’uso di apparecchiature invisibili e in grado di riprendere con chiarezza i responsabili di tali illeciti offre vantaggi considerevoli.

Inoltre le fototrappole per video sorveglianza notturna, una volta piazzate, non richiedono nessuna manutenzione e possono rimanere funzionanti per molti mesi.

Sistemi di sorveglianza del genere sono sempre più diffusi, anche grazie al consumo limitato di energia e quindi a spese decisamente irrisorie.

Molti modelli di fototrappole a infrarossi invisibili vengono prodotti specificamente per video sorveglianza, tenendo conto che la resa delle immagini e dei video deve avere uno standard qualitativo di ottimo livello, con valori di megapixel superiori a 1000.

Action Bear Fototrappola a Infrarossi Invisibili è considerata tra i modelli più adatti anche per funzioni di video sorveglianza, dato che le sue dimensioni sono estremamente contenute (14x11x7,5 centimetri), il peso è do soli 800 grammi e la sua superficie è perfettamente mimetizzabile.

Inoltre il sensore fotografico a 940 nm e la risoluzione a 32 MP con la possibilità di girare video in 4K, rende questo prodotto perfettamente adattabile alle funzioni di monitorare aree a rischio.

Fototrappola a infrarossi invisibili: come piazzarla e nasconderla

Le fototrappole a infrarossi invisibili vengono utilizzate prevalentemente per riprese notturne, poiché grazie all’impiego di infrarossi a bassa emissione, sono in grado di illuminare qualsiasi contesto senza emettere fasci luminosi visibili.

La loro localizzazione sfrutta di solito rami di alberi piuttosto alti (da 2 a 3 metri rispetto al suolo), pali della luce o altri supporti nascosti dalla vegetazione, come grotte e rocce sopraelevate.

Il presupposto fondamentale per realizzare riprese qualitativamente di buon livello è quello di lasciare il più possibile libero l’obiettivo eliminando qualsiasi ostacolo che si potrebbe frapporre tra la lente e la zona da monitorare.

Quando le fototrappole vengono piazzate su un albero, è sempre conveniente scegliere il punto di inserzione di un ramo di grosse dimensioni che non corre il rischio di essere spezzato dal vento.

Dopo avere legato l’apparecchio con le apposite cinghie di fissaggio e dopo averlo orientato adeguatamente tenendo conto del suo angolo di visione, si deve procedere a eliminare la vegetazione eccessiva, che potrebbe impedire la visuale.

Quando invece l’obiettivo da raggiungere è di realizzare riprese dal basso, bisogna posizionare la fototrappola di un’altezza massima di 1-1,5 metri, scegliendo rocce o massi sporgenti dal terreno, nei quali deve esserci una rientranza o una cavità tale da contenere il dispositivo.

Un’ultima opzione è quella di utilizzare il treppiede (sempre per riprese dal basso), avendo cura di fissarlo a un supporto stabile per consentire alla fototrappola di funzionare senza rischi di spostamenti e oscillazioni.

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